Giappone, boom di esportazioni nell’ultimo anno

Il 1 febbraio si è celebrato un compleanno importante, il primo anno dall’entrata in vigore dell’Accordo di Partenariato Economico tra Unione Europea e Giappone. Tra le burrasche britanniche e l’oscillazione dei mercati, i dati sull’export verso il paese del sol levante sono una nota positiva nel caos delle politiche europee. Nei primi dieci mesi d’accordo si registra un solido 6,6% in più nelle esportazioni. A beneficiarne i più disparati settori, dall’agro-alimentare all’abbigliamento. Gli imprenditori europei hanno saputo cavalcare l’onda e conquistarsi una piccola nicchia nel terzo mercato mondiale.

L’accordo si propone come acceleratore nel commercio di beni e servizi e nella creazione di opportunità di investimento. È il più grande accordo bilaterale di libero scambio firmato dall’Unione Europea.

I vantaggi

  • Soppressione dei dazi: l’accordo prevede la liberalizzazione del 91% dell’importazione di prodotti europei in Giappone, con la soppressione della maggior parte dei dazi.
  • Indicazione geografica tipica: i prodotti eno-gastronomici europei di alta qualità, certificati IGT, possono essere venduti con la propria denominazione, marchio che garantisce il valore, la qualità produttiva e la protezione da imitazioni e contraffazioni.
  • Appalti pubblici: le aziende europee potranno partecipare, alla pari con le aziende giapponesi, a gare d’appalto e avvisi pubblici, per opere nelle cosiddette core cities nipponiche.
  • Servizi: l’accordo garantisce condizioni migliori per i prestatori di servizi, la mobilità dei dipendenti e il riconoscimento di qualifiche professionali.

Esempi virtuosi

Nell’ultimo anno, l’accordo ha permesso a numerose aziende, di ogni dimensione, di mettersi in gioco e creare nuove opportunità di mercato.

Articoli di pelletteria: l’azienda calzaturiera spagnola Masaltos ricava il 4% delle sue vendite dal mercato giapponese. Grazie all’abbattimento dei costi per gli esportatori di prodotti di lusso previsto dall’APE, è divenuta più competitiva che mai nell’ultimo anno.

Sementi: l’azienda francese HEMP-it negli ultimi quattro anni ha collaborato con la Hokkaido Hemp per rilanciare la coltivazione della canapa in Giappone. Grazie all’accordo con l’UE le attività di HEMP-it con i coltivatori giapponesi, potranno portare allo sviluppo di varietà vegetali senza THC.

Carni bovine: l’organismo irlandese per l’alimentazione, Board Bia, ha avviato una campagna per informare il pubblico giapponese sugli elevati standard di sicurezza alimentare, qualità e sostenibilità della produzione di carni. Grazie all’accordo potrà vendere carni in Giappone a un prezzo competitivo.

Non solo commercio

Unione Europea e Giappone, con l’Accordo di Partenariato Economico, si impegnano non solo ad abbattere un po’ di confini, ma anche a conseguire obiettivi importanti in tema di sostenibilità ambientale. Obiettivo primario è quello di far fede agli accordi sul cambiamento climatico dell’ONU e della convenzione di Parigi.

Osare oltre i confini

La liberalizzazione del commercio con il Giappone è un altro passo dell’Unione Europea verso la creazione di un libero mercato globale e apre una finestra che lascia entrare molte opportunità per le PMI italiane. Non è la grandezza o il potere di investimento che conta, ma la capacità di ascoltare le esigenze del mercato e osare oltre i confini.

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